AKOMENA
Spazio Mosaico nasce a Ravenna nel 1988 su un'idea di Francesca Fabbri
che, avvalendosi di una personale formazione ed esperienza che avvicina
il mosaico con un approccio multidisciplinare, intende dare una rilettura
della tradizione musiva alla luce della ricerca e della sperimentazione
contemporanea nel campo del design e dell'architettura d'interni.
Da un' iniziale collaborazione con maestri mosaicisti di Scuola ravennate
che vede nascere complementi di arredo su progetto della stessa Francesca
Fabbri, dal 1990 si avvia un tenace sodalizio con la consulenza artistica
di Giuliano Babini che conduce alla realizzazione di vere e proprie
collezioni che si avvalgono dell'apporto di artisti, architetti e designers.
E' del 1990 la partecipazione con Luigi Serafini alla mostra "Design
balneare III" nel contesto di un ciclo espositivo curato da Ugo
La Pietra a fianco del quale Akomena interviene anche nella realizzazione
musiva dei "Monumenti alla balnearità" nel centro cittadino
di Cattolica e di una serie di oggetti disegnati dall'architetto in cui
motivo dominante è il mosaico.
Mentre continua e intensa è la partecipazione a Mostre - tra
cui "per abitare con l'arte", Milano 1991; "The Italian art
of living" New York 1992 e "Musive", Ravenna 1992 - si inaugura
nel 1993 la prima collezione di una serie: si tratta di "Emblemata"
a cura di Elisabetta Gonzo che presenta dieci progetti di tavolini
d'Autore e che vede fissate le idee di Riccardo Dalisi, Ugo Marano, Adolfo
Natalizi, Giuliano Babini, Gianni Veneziano, interior decorators quali Bonetti
& Garouste e i Ravage
Si apre nel contempo anche la collaborazione con Ettore Sottsass
che vede un primo intervento nella decorazione musiva della "stanza
magica" presso il Museo dell'Arredo Contemporaneo fondato da Biagetti
a Russi (RA) e che si approfondirà in una serie di oggetti e complementi
di arredo.
L'esperienza che Akomena va maturando nell' ambito della progettazione
ed esecuzione di componenti di arredo la coinvolge all' interno di contesti
che si avvalgono del suo apporto: parliamo dei corsi estivi tenuti da Ron
Arad e Gaetano Pesce, della mostra "Delirium Design"
curata da Enzo Biffi Gentili e William Sawaja, del Convegno
"Fatto ad Arte" tenutosi presso Triennale di Milano nel
1995.
Nel 1996 Akomena vince l'appalto per la realizzazione del sepolcro
del ballerino Rudolf Nureyev a Parigi su disegno dell'architetto Ezio Frigerio
che comporterà una lavorazione minuziosissima per la realizzazione
di un tappeto caucasico musivo dal corredo cromatico composto da una ventina
di tonalità di rosso e circa dodici tipi d'oro.
I recenti anni di attività hanno visto da un lato l'intensificarsi
delle opere in collaborazione quali i tappeti in mosaico su disegni di Francis
Nibbia, gli interventi architettonici su progetto di Lucio Zotti
o i grandi lavori in spazi pubblici a Ravenna, Seoul, Ginevra, San Marino
con l'architetto Marco Lucchi; d'altro lato la partecipazione a iniziative
di carattere espositivo quali nel 1997 a Milano all'Art Center Trussardi
per "Rodolf Nureyev (realtà e sortilegio)", a Ravenna "Mosaico
e design: Oggetti del desiderio"curata da Gillo Dorfles e Silvia Pegoraro,
a Torino nel 2002 per "L'Artigiano metropolitano" curata da Biffi
Gentili e Ann Leclerq.
Tema conduttore di tutti questi anni rimangono le Serie di Autore
e qui ricordiamo i Pipe-Pipe su progetto di Francesca Fabbri, gli Stone
Carpet dell'equipe Akomena, i Tavolini di Mabel, la collezione Sassoft sempre
di Akomena presentata al Fuori Salone di Milano nel 2001 e selezionata in
seguito dal Centro George Pompidou - Paris per la Mostra "Carrefour
de la Creation" curata da Gregoire Simon e in ultimo "Animal
Skin" che rivisita le pelli di animali realizzandole in mosaico e presentata
alla Dilmos Milano nel 2003.
In particolare proprio la progettazione e produzione di questi elementi
seriali conduce ad un'intensa e quanto mai attiva collaborazione con importanti
show-room e Gallerie d'Arte di Milano, Parigi, Londra
